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di Cris Mantello

Cari Guitar-Nauti,

la chitarra e la musica country sono un mondo incredibilmente ricco e sfaccettato. Chi in Italia ce lo può raccontare meglio di Cris Mantello, che è un musicista di punta di questo genere e ne ha fatto una vera e propria ragione di carriera e di vita? Nella sua rubrica “Country & Western” ci parla di strumentazione, stile chitarristico, storia e, più in generale, cultura di questo genere così vasto e affascinante. Buona lettura! – Claudio.


 

 

MAKE THE RIGHT CHOICE!

UNA CHITARRA PUÒ FARE LA DIFFERENZA

 

Oggi vorrei raccontarti una mia esperienza in studio, per condividere con te il mio approccio ad un brano, il processo creativo e le soluzioni che ho trovato, sperando che tu possa, in qualche modo, capitalizzare tutto ciò ed eventualmente trarne qualche spunto, facendo un parallelismo col tuo modus operandi.

In questa rubrica abbiamo parlato a lungo di soloing over the melody, soloing by chords e di come creare un assolo in modo efficiente e significativo.

Ora vorrei parlare di come “fare la scelta giustain studio di registrazione possa determinare un reale valore aggiunto per il brano, seguendo un certo approccio chitarristico durante tutta la traccia, che poi potrà avere il suo climax nel solo.

Neanche a farlo apposta il brano in questione si intitola proprio Make The Right Choice, ovvero “fai la scelta giusta”!

Ti racconto in breve la storia.

Sono stato contattato dal produttore di Big Cowboy, Paolo Pizzi, per il nuovo disco del cantautore, dopo aver partecipato al suo primo lavoro solista, dove ho suonato dobro, banjo e mandolino. Delle chitarre si erano occupati Big Cowboy e Paolo, e anche questa volta il mio compito sarebbe stato limitato (per modo di dire) agli strumenti tradizionali.

A pre-produzione inoltrata, mi giunge il provino di un brano che Paolo mi descrive come nulla di che, giusto per fare da riempitivo. Mi suggerisce di trovare una soluzione con il dobro e/o il mandolino, per integrarlo in una posizione inoltrata nel disco.

Ascolto attentamente la traccia, composta da una voce guida e un basso e… BOOM! noto che il brano (soprattutto il testo) ha una forte componente spaghetti western, che scatena nella mia immaginazione pistole fumanti, duelli e campane a morto, nella polvere di una sperduta cittadina del Far West.

Al che decido di imbracciare una chitarra manouche (il cui suono caratteristico, tra un’acustica ed una classica, mi sembrava inserirsi bene nel contesto) e inizio a buttare giù una melodia che segue gli accordi, sapendo già che ci sarebbe stata un’altra chitarra, prettamente ritmica, arpeggiata. 

Da qui si evince la prima scelta (giusta): considera anche gli altri.

Eh già! In primis non esisto solo io, poi non è un mio progetto, devo essere al servizio dell’artista (Big Cowboy) e del produttore (Paolo Pizzi, GoCountry Records), cercando di dare carattere a una loro idea. Oltre a ciò mi era stato chiesto un dobro, che avrei suonato in seguito, quindi era necessario, fin da subito, lasciare lo spazio adeguato.

Poi la seconda scelta: decidi che carattere dare alla tua parte.

La mia chitarra doveva essere prettamente solista, quindi doveva suonare triadi, note, qualche accordo qua e là, ma soprattutto essere un controcanto e integrarsi bene con la voce, che è il vero strumento solista. Il suddetto carattere doveva necessariamente essere minore, ma rilasciare di tanto in tanto la tensione, visto che il ritornello è in D. Data la natura del brano, o meglio data la mia interpretazione, ho usato uno stile decisamente differente da quello che avrei utilizzato per un brano prettamente country. Ho quindi optato per delle soluzioni di alternanza ritmica tra presto e prestissimo, per la parte minore, mentre double stops e arpeggio maggiore per il rilascio e la risoluzione. Uno stile maggiormente mutuato dalla chitarra spagnola, con sonorità che si rifanno più ad Aranjuez che a Hank Williams.

Altro aspetto fondamentale è il suono: scegli il suono giusto.

Questo è per me il primo step, dato che con lo strumento giusto e il suono giusto ricevo la giusta ispirazione. Avrei optato per una classica, ma non ce l’ho; oppure un’acustica con un bel twang, ma anche qui ne ero sprovvisto, avendo solo una Gibson SJ-200 (non avevo ancora la Gibson LG-2 che ho usato nel video). La chitarra manouche era, secondo me, la cosa più simile allo strumento che avrebbe imbracciato il cowboy fuori dal saloon, a cui, tra l’altro, avrebbero sparato per primo. Una pulita alle corde argentine, un’accordata, e il resto viene da sé.

A questo link puoi vedere il solo, che ho risuonato al 99% uguale, dato che non è possibile (almeno per me) ricreare quell’esatto momento e non avendolo mai trascritto fino ad ora. Mi scuso per la ripresa, infatti la chitarra è registrata dal piezo che, per quanto suoni bene, non rende mai come un buon microfono, ma avevo il gattino di tre mesi in studio che avrebbe demolito tutto in cinque minuti.

Ho volutamente suonato sul provino che ho ricevuto a suo tempo (lasciando solamente il dobro fatto poi), proprio per ricreare le esatte condizioni in cui mi sono trovato.

Ah, prima di entrare in dettaglio nella parte ti racconto com’è andata a finire. Paolo è rimasto così soddisfatto del mio lavoro, che ha pubblicato il brano in questione come primo singolo dell’album Bright Places, mentre Big Cowboy mi ha confidato che rinuncerebbe a qualche centimetro di una parte del suo corpo, che ovviamente qui non dico, per aver pensato lui stesso a questo arrangiamento e per imparare a suonare questa parte. Fortunatamente, ad oggi, Big è ancora integro e mi deve necessariamente portare in tour se vuole suonare Make The Right Choice. 

La morale della storia è che, facendo le scelte giuste, è davvero possibile cambiare le sorti di una canzone, rivelandone ed esaltandone il potenziale e , si può fare anche con la chitarra country.

Entriamo nello specifico.

Il brano è in B-, con la seguente struttura:

Intro e Strofa: B-, A, E, A, B-. Dove in realtà Big Cowboy suona un B-11 (mi cantino avuto) in forma di A muove in basso in questo modo: Si, La, Sol#, Sol, Si.

Chorus: D, E, G, A, B-

Special:  E-, A, B- 

Solo: Strofa + Chourus

Noterai che le chitarre arpeggiate di Big sono sempre arricchite da colori, determinati dai gradi dell’accordo, in base alla posizione in cui lo suona; superfluo dire che il tutto rende tutto molto più gradevole e pieno, ma spesso più complesso per incastrarci un’altra chitarra.

Quindi come prima cosa ho usato la scala di B- con le corde a vuoto; occasione ghiotta per fare dei legati che ricordano un po’ lo stile flamenco (prendila con le pinze), che creano tensione in termini ritmici, alternando sedicesimi e trentaduesimi.

Questa tensione introduce la parte melodica del solo e consta di due frasi simili, in termini concettuali, su due ottave differenti: una grave e una acuta.

Il gioco sta nella tensione e nel rilascio, dal punto di vista della divisione; stando sempre sulla scala di B-, rispettivamente nei box di A, G, E e D (quasi tutti). Unico vezzo, un Sol# (modo dorico) nell’ultima scala di B-, prima del ritornello (Fa, Sol#, La, prima di Si, Fa#, Si risolutivo).

Adesso arriva il ritornello, e di conseguenza il momento melodico di rilascio della tensione.

Prima una frase sulla scala maggiore di D, estesa, con (indovina un po’?) un Maj7, per poi passare a dei double stop, ovvero F#-, E, ancora F#- e G#-; poi D, C-, B-, B-, C-, A, B-.

Ritorniamo sulla scala di B-, che in realtà ora è D, dato che l’accordo di riferimento è appunto D, e chiudiamo con una triade di B- (VI- di D).

Ecco la partitura (mentre il video lo trovi sempre qui):

Ti consiglio di ascoltare il brano finito a questo link su Spotify e di dare un ascolto a Big Cowboy qui. Merita, fidati.

 

 

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Cris Mantello

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