di Cris Mantello
Cari Guitar-Nauti,
la chitarra e la musica country sono un mondo incredibilmente ricco e sfaccettato. Chi in Italia ce lo può raccontare meglio di Cris Mantello, che è un musicista di punta di questo genere e ne ha fatto una vera e propria ragione di carriera e di vita? Nella sua rubrica “Country & Western” ci parla di strumentazione, stile chitarristico, storia e, più in generale, cultura di questo genere così vasto e affascinante. Buona lettura! – Claudio.
REDD IS THE NEW BLACK: SOLOING OVER MELODY AND CHORDS
Il brutto di suonare musica di altri tempi non è tanto che possa sembrare ai più poco attuale; in realtà tematiche, melodie e arrangiamenti risultano più efficaci della maggior parte di quelli della musica odierna.
Il vero problema è che la maggior parte dei miei idoli riposano in una scatola di legno ormai da anni.
Fortunatamente esistono delle eccezioni. Ci sono artisti, grandi artisti, che oggi portano avanti la tradizione del real country con successo planetario, a cui possiamo ispirarci e tendere, per migliorare le nostre qualità musicali e, più in generale, le nostre esistenze.
Sto parlando del mio chitarrista preferito in assoluto: Redd Volkaert. Un omone barbuto (una volta la barba era rossa, da lì il nome Redd) che fa scorrere sul manico di una Telecaster delle ditone da fabbro, con un’eleganza e una padronanza inimmaginabili.
Redd è vincitore di un Grammy, ha suonato con Dolly Parton, Merle Haggard (giusto per dirne due), è considerato il chitarrista di riferimento da Brad Paisley, ha influenzato la scena country per decenni (e ancora lo fa), etc. Cercalo sul web e ti renderai conto di persona della sua statura (e stazza) artistica.
Oltre a ciò è anche un grande didatta e, inutile dirlo, una persona squisita e affabile, ma la cosa più importante è che è vivo! L’ho sentito proprio prima di scrivere questo articolo, senza bisogno della tavola Ouija…
Questo è un vantaggio non da poco per tutti noi, che abbiamo la possibilità di apprendere dalla fonte primaria molti preziosi insegnamenti, che Redd dispensa volentieri e con grande disponibilità.
So che già abbiamo parlato di soloing over the melody e di soloing by chords, ma non volevo farmi scappare l’occasione di un approccio pratico su queste tematiche passando per la “first lane” e la “Major League”.
Il brano che volevo analizzare qui con te è un classico di George Jones: You’re still on my mind, che puoi ascoltare qui.
La versione in oggetto è però quella di… sorpresa, sorpresa: Redd Volkaert, che puoi vedere a questo link.
Ascoltale entrambe! Redd ha trasformato una ballata strappalacrime in un honky-tonk bello andante, impreziosendolo con interventi e soli di chitarra che ben esprimono il suo smisurato talento. Ti suggerisco di ascoltare anche il solo di steel guitar della versione in studio, ti aiuterà a capire che gli alieni esistono e ne abbiamo le prove.
Io qui ti propongo una versione semplificata, suonando un solo di mio gusto e rapportato al mio playing: perché scimmiottare un grande? Primo non è nelle mie corde e secondo nemmeno nelle mie mani!
Puoi vederla a questo link.
La struttura è semplice: I, IV, V in A, quindi le soluzioni che dobbiamo trovare devono essere abbastanza interessanti per creare qualcosa di gradevole, non scontato, ma in stile (tanto per cambiare).

La melodia già ci dà un grande suggerimento. Navigando sul web ho trovato una versione di questo brano di Redd, con Stuie French (altro chitarristone, se no mica suonava lì!), e l’incipit l’ho copiato paro paro da lui. Il brano è in A e iniziamo con un E, che in realtà è un Asus rivoltato, come puoi sentire e vedere. La cosa crea una sospensione con risoluzione immediata, come fosse una parte armonizzata della melodia. Dopo faccio subito seguire alla scala di A una di D, essendo l’accordo un D, appunto. Qui ora si va in E e propongo (come fa Redd nel disco, in modo più articolato) una scala di E con un cromatismo finale che richiama un arpeggio di E maj7th, per i più sofisticati una scala bebop, che inizia con D e C#, che ci spariamo in sedicesimi, con un beat di 145 bpm, dopo aver cambiato – con velocità da cambio gomme in NASCAR – il selettore dei pick-up da ponte a manico (è in realtà la cosa più difficile da fare in questo mio solo).
Qui un paio di accordi F#- (relativa minore di A) e C 5#th (second inversion), che suona un po’ strano ma a me mi piace (che non si dice ma chissene).
Ora riprendo la melodia iniziale sull’ottava alta e, immancabile, l’A maj 7th (un mio marchio di fabbrica), prima di suonare i triple stop A, G, D. Ora per passare alla melodia vera e propria del brano suono con dei double stop B e C#, per arrivare ad A, dove col passaggio E-A emulo le posizioni che farebbe una pedal steel. Ora che sto per chiudere il mio “discorso”, approfitto di una scala cromatica con i double stop, ovvero da D ad A, per poi ribadire il concetto (sempre con i double stop): D, A, E, B-(sostituzione di D), A.
I “take home” qui sono sostanzialmente tre:
- Si può, si deve prendere spunto dai GRANDI. Lo stesso Redd ha preso un brano di George Jones.
- È necessario analizzare, capire e personalizzare quello che si fa, così lo si fa proprio, inserendolo nel nostro tool box.
- Citare un altro artista è innanzitutto una forma di rispetto, oltre ad arricchire il nostro vocabolario e impreziosire i nostri soli, ma va fatto con coscienza, visto che il passo da citazione a brutta copia è un attimo.
Da Marte è tutto, see ya terrestri (beh questo potrebbero dirlo Redd ed il suo Steeler).
SCOPRI IL CORSO COMPLETO!
Cris Mantello
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Complimenti spiegazioni ottime. Ovviamente suonare country in Italia con altri musicisti della tua zona purtroppo è un progetto molto difficile da realizzare perché mancano un po le occasioni….chissà magari un giorno…
Livello decisamente avanzato e spiegazioni molto veloci e sbrigative in assenza di gradualita’ di difficolta’. Molto ostico. Non e’ organico.
Abituato ai corsi di Cicolin, c’e’ una differenza abissale.
Non si impara da questo corso a suonare il country.