BACK TO THE 80s
di Luca Milieri
Cari Guitar-Nauti,
torna “Back to the 80s”!
Il collega Luca Milieri ci accompagna alla scoperta delle tecniche che hanno reso grandi i chitarristi degli anni Ottanta. Ogni articolo sarà un focus su una specifica tecnica, con tanto di tab e spartiti per aiutare la comprensione. Buona lettura! – Claudio.
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Ciao a tutti ragazzi e ragazze e benvenuti al 5° episodio di Back To The 80s!
Oggi parliamo di una scala e di un approccio che hanno origine prima degli anni ’80, ma che i guitar heroes hanno poi ripreso e utilizzato nei loro soli insieme alle altre loro tecniche funamboliche.
C’è una caratteristica che cerco in tutti i chitarristi e che per me è un grande fattore discriminante tra chi nutre la mia attenzione e chi no, a prescindere dalla tecnica, e questo elemento è “ha il blues?”.
Credo che sappiamo tutti che un ingrediente fondamentale del blues è proprio la scala pentatonica, una scala così semplice ma così incredibilmente efficace in tutti i generi musicali.
Anche nel rock anni ’80, tutti i guitar heroes hanno affiancato al loro pirotecnico repertorio di frasi e lick velocissimi delle frasi basate sulla scala pentatonica prese direttamente dalla tradizione blues e rock blues, che sono a mio avviso fondamentali e dovrebbero essere presenti nel repertorio o “lick bag” di tutti i chitarristi (o almeno quelli che possono tirare le corde, con chitarra classica e le jazz archtop diventa un po’ più complicato).
Comincerei quindi a illustrarvi il re di tutte le tecniche per chitarra elettrica: sua maestà il bending.

Per cominciare penso che il bending al settimo tasto sulla corda sol sia un classico, la corda non oppone eccessiva resistenza ed è subito utilizzabile in tonalità di La minore/Do maggiore che sono tonalità conosciute pressappoco da tutti.
Il bending consiste nel “tirare” la corda tramite un movimento del polso verso l’alto o verso il basso fino al raggiungimento dell’intonazione desiderata. È importante cercare di usare la rotazione del polso e non usare l’estensione delle dita poiché il polso è molto più forte e garantisce più precisione e riduce il rischio di eventuali stress o infortuni.

| posizione di riposo | bending |


| posizione di riposo | bending |
Come si può evincere dalle immagini l’estensione delle dita è quasi nulla, mentre il polso è responsabile del movimento. Nella prima coppia di immagini si può vedere dal punto di vista del chitarrista come si muove il polso da una posizione di riposo a una posizione di bending.
Altra cosa da notare che probabilmente fa rabbrividire i chitarristi classici è la posizione del pollice avvolto sulla parte superiore del manico. Nonostante per la musica classica e per alcuni passaggi più tecnici la posizione del pollice dietro il manico sia da considerarsi ottimale, quando entra in gioco la scala pentatonica e soprattutto i bending, il pollice in quella posizione garantisce più stabilità e obbliga la mano a stare in una posizione più obliqua, ottimale per i fraseggi che andremo a vedere.
Inoltre, chitarristi come Hendrix usavano il pollice addirittura per diteggiare delle note, come nel mio caso il LA al V tasto.
Una volta presa dimestichezza con il bending e assicurandosi di intonare correttamente la nota desiderata (nel nostro caso partiamo dalla nota RE per arrivare alla nota MI) possiamo provare ad aggiungere delle note successivamente al nostro bending.
Ecco la nostra prima frase pentatonica Old School. Qui dopo il bending (che dura un quarto) abbiamo due note da un ottavo ciascuna sulla corda SI. Si crea un effetto molto particolare perché col bending partiamo dalla nota RE per arrivare alla nota MI e dopodiché la nota MI viene risuonata per altre due volte sulla corda successiva. Questo risuonare la stessa nota con tecniche diverse è uno dei sound caratteristici di questo tipo di fraseggi.

Per la nostra seconda frase o lick Old School partiamo sempre con il bending e come nell’esempio precedente la seconda nota sarà la stessa della prima una volta raggiunta l’intonazione desiderata. Per quanto riguarda la terza nota ho segnato due possibili alternative: si può plettrare (come indicato tra parentesi con una plettrata in su) oppure se la velocità comincia a diventare elevata si può usare un hammer-on, o più semplicemente un legato.

Un’evoluzione del lick precedente consiste nell’aggiungere ancora una nota sulla corda SI. In questo caso abbiamo la possibilità di suonare la corda SI utilizzando due plettrate e un legato oppure una plettrata e due legati. Inserire più legati possibili o quantomeno nei punti giusti è una delle chiavi per ottenere velocità e fluidità nei fraseggi pentatonica.

Ecco qui uno dei lick più usati fino dall’era Rock and Roll di Chuck Berry, passando per Blackmore, Angus Young e tutti i guitar heroes successivi. Ci sono vari modi per plettrare questo lick, qui vi ho segnato uno dei più comodi che prevede una plettrata alternata sulla corda SI e la corda MI per ritornare agevolmente con una plettrata verso il basso sulla corda SOL per il nostro bending. Questo è uno dei fraseggi chiave nel mondo della chitarra elettrica, quindi è da praticare bene!

Questo lick apparentemente semplice è uno di quelli che pratico tuttora in quanto è davvero bello! Le cose si complicano un poco e nella versione che ho trascritto dobbiamo utilizzare anche un pochino di sweep picking (di cui abbiamo parlato nell’episodio precedente). Come puoi vedere infatti la seconda e la terza nota vengono suonate entrambe con una plettrata verso il basso, pertanto invito ad eseguirle con la tecnica dello sweep picking. Ho volutamente segnato il nuovo inizio del fraseggio con una plettrata verso l’alto, è molto più comodo, provare per credere!
Come ultimo lick, uno decisamente più impegnativo dei precedenti che può essere una sfida per chi ha trovato i precedenti troppo semplici. In questo fraseggio partiamo con un bending questa volta sulla corda SI e ci assicuriamo di partire dalla nota SOL per arrivare alla nota LA. Dopodiché anche in questo caso risuoniamo la nota LA ma sulla corda più acuta e discendiamo la scala pentatonica di La minore (come negli esempi precedenti). Incontriamo quindi un altro bending sulla corda SOL e qui abbiamo inglobato pedestremente il fraseggio precedente. L’ultimo movimento della prima misura inizia con una nota estranea alla scala pentatonica, è una blue note, nella fattispecie la 5b (o #4) che in questo caso corrisponde alla nota MIb o RE#. Il fraseggio si conclude con una classica piccola frase di “blackmoriana” memoria terminando con un bending appena accennato sulla corda SOL eseguito con l’indice. Ascolta i grandi bluesmen del passato per sentire come intonare quel piccolo bending!
Qui si conclude questo episodio di Back To The 80s, dove abbiamo visto alcuni spunti sulla scala pentatonica, una scala che seppur sembri ormai abusata offre sempre spunti interessanti ed è a mio avviso uno degli elementi più importanti che un buon chitarrista deve padroneggiare per quanto riguarda la tecnica solista.
Se ti ho incuriosito ti invito a guardare questo video sul mio canale.
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Luca Milieri
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Grazie per la chiarezza e la praticità usate per spiegare concetti apparentemente semplici e scontati, ma che in realtà costituiscono una sfida anche per chitarristi “esperti”.
Utilissime le immagini.