L’ANGOLO DI NIKKO
di Nikko Menichini
Cari Guitar-Nauti,
ci sono musicisti che sono in grado di dare un contributo molto specifico, che sia su un aspetto didattico, di strumentazione o altro. Ma quando si parla del nostro amico Nikko Menichini, abbiamo a disposizione una sorta di enciclopedia musicale e chitarristica ambulante! Ecco perchè abbiamo chiamato la sua rubrica semplicemente “L’angolo di Nikko”, lasciandogli carta bianca per raccontarci ogni volta la chitarra e la musica viste da prospettive sempre diverse. Buona lettura! – Claudio.
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LOOP STATION:
COME SI USA E PERCHÉ DEVI AVERLA
Quando si parla di Loop Station di solito si pensa a performance funamboliche nelle quali il cantante/chitarrista/bassista/percussionista di turno si cimenta in cover riarrangiate con l’utilizzo di un “misterioso” pedale che registra e ripete quello che suoniamo.
Tutto molto bello e affascinante, però noi comuni mortali possiamo usare la loop station in maniera creativa, musicale e soprattutto utile?
Prima di tutto impariamo cos’è una Loop Station o Looper.

Il modo più semplice di pensare a una Loop Station è come un registratore istantaneo.
Forse alcuni voi si ricorderanno i vecchi registratori a cassette che prima di cominciare a registrare avevano qualche istante di silenzio per permettere al nastro di partire. Diciamo che la Loop Station è un vero e proprio registratore che però comincia a registrare nel momento esatto nel quale premete il pulsante e termina quando ripremete una seconda volta. Tutto quello che avrete inciso nell’intervallo di tempo tra la partenza e lo stop verrà ripetuto infinite volte in un loop. Ovvero una registrazione continua e ciclica.
Uno dei primi sperimentatori con la Loop Station è stato Robert Fripp che insieme al compositore Terry Riley inventò il Frippertronics nella seconda metà degli anni ‘60: un registratore a due bobine che riproduceva in maniera costante quello che gli veniva inviato. Un vero e proprio antenato del nostro pedalino, in formato gigante.

Il looping (così si chiama l’arte di usare la loop station) è una tecnica relativamente nuova nel panorama musicale, ma si è sparsa a macchia d’olio molto velocemente in tutto il globo tra tutti i tipi di musicisti. Chitarristi in primis, ma anche cantanti, tastieristi e performers in generale, hanno dato vita a una vera e propria corrente e un nuovo stile musicale. Uno degli artisti che sicuramente deve parte della sua fortuna alla Loop Station è Ed Sheeran, che ha cominciato a esibirsi per le strade di Dublino e Londra con una loop station Boss e tutt’oggi si esibisce nei suoi tour mondiali sfoggiando grandi abilità con questa tecnica.

La Loop Station può essere usata in numerosi modi ed è uno strumento che tutti i musicisti di tutti i livelli dovrebbero possedere.
Il primo utilizzo che noi chitarristi ne facciamo è come chitarra ritmica: registreremo quindi una progressione di accordi della durata che vogliamo e poi ci divertiremo a improvvisare o creare melodie sopra alla nostra base. Potremmo anche sovraincidere più strati di chitarra o altri strumenti e creare una vera e propria orchestra.
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Un altro tipo di utilizzo, ma soprattutto una funzione comodissima che molte loop station hanno è il poter memorizzare ciò che registriamo anche dopo che l’unità viene spenta (la Boss RC-5 ha addirittura 99 memorie vuote e offre la possibilità di trasferire il contenuto delle registrazioni sul nostro computer per fare un backup).
Quante volte infatti capita che mentre suoniamo “inciampiamo” in un riff o in un giro di accordi e diciamo “Carino, ci potrei scrivere qualcosa!”? Ecco, in questo caso il nostro Looper può diventare un block notes dove annotare le nostre idee musicali, svilupparle sovraincidendoci altri strumenti e addirittura finalizzarle inserendo una base di batteria, in modo da avere una vera e propria canzone finita!

Infine un altro tipo di utilizzo divertente della loop station è quello che io chiamo “didattico”.
Sì, perché spesso ci troviamo a dover imparare scale o fare esercizi tecnici da soli con la nostra chitarra e magari – dico… MAGARI – un metronomo!
La Loop Station in questo caso ci può venire in soccorso fornendoci una base su cui esercitarci. Per esempio se devo imparare la scala minore naturale di LA basterà “looppare” un giro di accordi a piacere in quella tonalità o anche solo una vamp su un accordo (in questo caso LA minore). Noterete subito una differenza enorme tra il suonare da soli la scala su e giù sul manico, e suonarla su una base che vi accompagna e che rende tutto più musicale.
Naturalmente in quest’ultimo caso dovrete resistere alla tentazione di improvvisare o lasciarvi andare a ispirazioni estemporanee, ma già il fatto di fare musica invece di fare “solo” una scala dovrebbe soddisfare la vostre pulsioni solistiche. Così la loop station oltre che uno strumento musicale diventa anche uno strumento didattico a tutti gli effetti, decisamente più affascinante del click di un metronomo.

Qualunque sia l’utilizzo che farete della vostrsa Loop Station sono certo che vi divertirete che farete e sicuramente vi aiuterà a perfezionare sia la parte solista che quella ritmica, diventando dei musicisti migliori.
A questo link, inoltre, potete vedere la Loop Station in azione.
Buon divertimento e loop on!
Nikko Menichini
Facebook/Instagram: Nikko Menichini
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