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MODERN TOUCH

di Alessandro Lunedì

Cari Guitar-Nauti,

Da tantissimo tempo si parla di “chitarra moderna”, riferendosi sostanzialmente a quello stile post-Eddie Van Halen, nato ormai una quarantina di anni fa. La verità è che negli ultimi anni il linguaggio chitarristico, specie quello solista, ha avuto uno sviluppo stilistico notevole, grazie a nuovi interpreti che hanno introdotto elementi di novità davvero interessanti. Il giovane e talentuosissimo Alessandro Lunedì è uno di questi, e ce ne parla con delle pillole didattiche nella sua serie di articoli, denominata proprio “Modern Touch” (tocco moderno). Buona lettura! – Claudio.

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 LEGATO ALLA TOM QUAYLE

 

 

Ciao a tutti cari Guitar-Nauti!

Benvenuti al secondo appuntamento di Modern Touch, la mia rubrica in esclusiva per voi su lezioni-chitarra.live.

Nella prima puntata di questa rubrica vi ho parlato della plettrata alternata, prendendo come spunto di studio un esercizio nello stile di Paul Gilbert, uno dei più grandi “plettratori” della chitarra. Oggi invece parliamo del legato!

Vi spiegherò un breve esercizio che potrà essere uno spunto creativo per migliorare questa tecnica davvero interessante. L’esercizio stavolta è palesemente ispirato al fraseggio di Tom Quayle, uno dei protagonisti più in vista nel panorama del chitarrismo moderno e, senza ombra di dubbio, uno dei “legatori” più incredibili mai esistiti.

L’esercizio di cui sopra, dunque, si ispira a sonorità più rock/fusion e prevede un’esecuzione ed un’impostazione ben precise e studiate appositamente.

Innanzitutto, parliamo della mano sinistra di cui il primo aspetto da affrontare è la posizione del pollice: quest’ultimo, infatti, non va posizionato in alto (per intenderci, come quando si fanno i bending o dei vibrati molto potenti) bensì in basso come in foto, come se si stesse premendo un pulsante, o pressappoco.

YES 4K

 

Questa impostazione ci permetterà di avere molta forza e contestualmente di stare comodi e non sforzare inutilmente muscoli e/o tendini.

Le altre dita, sulla tastiera, invece potranno eseguire degli hammer-on che consistono nel premere o, appunto, battere sul tasto proprio come un martello (hammer) o dei pull-off , ovvero strappare o pizzicare la nota senza l’ausilio della mano destra.

Notare come gli hammer-on ci permettano esclusivamente di eseguire il legato in senso ascendente mentre i pull-off solo in senso discendente.

Inoltre, come lo stesso Tom Quayle consiglia, sarebbe opportuno sollevare leggermente l’indice nel momento in cui andiamo a legare con le altre dita per non ricadere in quella che lui stesso chiama lazy first finger syndrome ovvero “sindrome da primo dito pigro”. Infatti, grazie a questa accortezza la fluidità e il timing del legato saranno di certo migliori.

A proposito di timing, fate molta attenzione: negli anni ho notato che spesso quando si lega in modo così estremo, si tende a tirare avanti, cioè ad essere sempre in anticipo. Questo accade probabilmente perché quando si plettra, il dito della mano sinistra si sposta con lieve anticipo rispetto a quando la nota viene plettrata. Di conseguenza quando si lega bisogna ridurre questo intervallo di tempo in modo considerevole se si vuole essere ben “quadrati” nel tempo.

Per quanto riguarda la mano destra, invece, prestate molta attenzione perché non è meno importante seppur svolga meno lavoro. In questo esercizio ho utilizzato la tecnica dell’hybrid-picking (di cui parleremo più in particolare nei prossimi articoli), ovvero utilizzare in modo alternato plettro e dita, in questo caso il medio.

 

COPERTINA MODERN TOUCH

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Infine, vi consiglio come al solito di studiare con un suono crunch, non troppo scarico ma nemmeno con gain eccessivo e che sia quindi dinamico e deciso.

Questo esercizio, in particolare, è pensato in La dorico, ovvero il secondo modo di Sol maggiore, quindi le note sono La Si Do Re Mi Fa# Sol. Tuttavia, un po’ come farebbe Tom Quayle, ho aggiunto dei cromatismi ovvero delle note estranee alla scala che fungono da collegamento o da note di volta.

Qui sotto trovate le tabs complete del lick, mentre premendo su questo link troverete un video esplicativo.

 

Modern Touch ep. 2 TABS

 

Colgo inoltre l’occasione per proporvi un altro spunto per iniziare a sviluppare le scale utilizzando, appunto, i cromatismi. Come vedete nel diagramma qui sotto, si tratta di riempire nel vero senso della parola i gap delle posizioni della scala maggiore con delle note cromatiche. In questo caso l’esempio è in Sol maggiore, prima posizione della scala a tre note per corda ma può essere eseguito, ovviamente, in tutte le tonalità e su tutte le posizioni della scala.

Le note nere sono quelle facenti parte della scala, mentre quelle in rosso sono i cromatismi.

 

Diagramma2 4K

 

In questo caso potreste ad esempio plettrare la prima nota e legare tutte le altre, questo su ogni corda, sia in senso ascendente che in senso discendente.

Già suonando la scala in questo modo noterete che il sound si fa più fusion o comunque “jazzy”. Se vorrete sviluppare o anche solo ascoltare questo tipo di sound vi consiglio di cercare Brett Garsed, uno dei miei chitarristi preferiti in questo genere, da cui ho preso spunto per questo esercizio.

 

Nel caso vi foste persi il primo articolo in cui parlavo anche di come studiare, vi lascio qui alcuni spunti per migliorare le vostre sessioni di studio:

COME STUDIARE

Bene ragazzi, è ora di rimboccarsi le maniche e studiare per bene!

Per prima cosa munitevi di metronomo, spegnete il telefono e buttate via tutti i social e compagnia bella (e non vi dico dove ma ci siamo capiti!).

Partite da 30 bpm (o, se serve anche 20) ed eseguite l’esercizio dall’inizio alla fine e, cosa fondamentale, ogni volta che sbagliate, partite da capo senza indugio!

Se necessario potete anche spezzettarlo in più parti e poi ri-assemblarlo tutto pian piano.

Ogni volta che l’esercizio riesce perfetto (e non si bara!) aumentate di 5 bpm e procedete in questo modo fino alla vostra velocità limite. Ogni giorno che lo fate ripartite sempre da 30 bpm e ripete lo stesso rituale con pazienza e dedizione perché questa è l’unica strada per migliorare la tecnica, nessuna formula magica! Vedrete che pian piano la vostra velocità limite aumenterà senza che ve ne rendiate conto.

L’esercizio non riesce come vorreste? Vi state innervosendo? Bene, pausa zen di 15 minuti e poi si riparte, e non abbiate fretta perché ci vorrà del tempo. INSISTETE!

Detto ciò, buon divertimento!

 

Alessandro Lunedì

 

Qui i miei contatti:

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