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GUITAR HEROES

di Edoardo Dei

Cari Guitar-Nauti,

Chi sono i Guitar Heroes? Dagli anni ‘80 abbiamo iniziato a usare questa espressione per definire quei virtuosi delle sei corde con assoli ad alto contenuto di tecnica e velocità. Gente del calibro, per citare alcuni dei nomi più altisonanti, di Steve Vai, Yngwie Malmsteen o John Petrucci. In questa serie di articoli Edoardo Dei ci racconta la storia e la tecnica di questa corrente dello shredding (letteralmente “fare a brandelli le corde”) detestata da alcuni ma amatissima da tanti altri. Allacciamo le cinture! Buona lettura – Claudio.


 

GUITAR HEROES – JOE SATRIANI, IL CHITARRISTA ALIENO

di Edoardo Dei

 

 

Ben ritrovati cari amici Guitar-Nauti!

Oggi per la rubrica Guitar Heroes vi porto alla scoperta di quello che per me è il guitar hero per eccellenza, colui che mi ha fatto passare notti insonni, che mi ha fatto bramare la sua Ibanez per anni e anni. Tecnica mostruosa, gusto, musicalità, genio: c’è tutto. Signore e signori vi presento Joe Satriani!

Avevo più o meno 13 anni quando uscì The Extremist, suonavo la chitarra già da un po’ di tempo, ma mai avrei pensato che si potessero tirare fuori tali suoni dal mio strumento. Mi precipitai a comprare lo spartito del disco (sì, non c’era YouTube e non c’erano video tutorial) e fu una delusione totale perché non riuscivo minimamente a riprodurre il suo sound, tutto era così tremendamente difficile. Chiesi al mio maestro dell’epoca e lui, giustamente, mi rispose che dovevo farmi prima un po’ di “muscoli” per poi affrontare tutto con più sicurezza. Un VHS del Guitar Expo ’92 dove era presente il fior fiore del chitarrismo mondiale (tra cui Satriani appunto) fu rivelatore e di grande aiuto. Vidi quest’uomo che si muoveva sul palco come un animale, chitarra bassa, armonici come se piovesse e mai una nota fuori posto. Sì sì, volevo diventare come lui!

Non essendoci ancora riuscito, ho deciso di limitarmi ad esplorare il suo stile e la sue tecniche principali. E perché non farlo qui con voi?

Il nome di Satriani è da sempre legato al marchio Ibanez. Dopo il primo disco Not of This Earth in cui ha usato una S540, dal 1987 la casa giapponese ha ideato il suo modello signature, chitarra iconica tuttora in produzione. Ed è proprio con questa chitarra che registra Surfing with the Alien, disco che porta la chitarra ad un livello superiore. Flying in The Blue Dream e The Extremist lo consacrano come uno dei maggiori esponenti della chitarra mondiale.

In questo articolo voglio analizzare 5 tecniche che lo hanno reso famoso e riconoscibile:

  • Uso della leva
  • Uso degli armonici naturali
  • Two-hand tapping
  • Legato
  • Pick-tapping trills

 

 

La leva è da subito un marchio di fabbrica dello stile di Joe. L’Ibanez da lui usata monta un ponte Edge (Lo-Pro Edge in seguito), che permette escursioni davvero notevoli. Perfetta per dive bomb, fischi, nitriti di cavalli e motociclette che sgasano in pista.

Il primo esempio è tratto da Summer Song, sesta traccia del disco The Extremist. Un classico lick sulla pentatonica e poi un armonico naturale al V tasto sulla prima corda “maltrattato” a dovere.

 

Ex. 1 Summer Song (1:12 – 1:23)

 

Gli armonici naturali si ottengono sfiorando le corde a vuoto con il polpastrello della mano di sinistra. In corrispondenza del V tasto otteniamo 2 ottave, in corrispondenza del XII un’ottava e in corrispondenza del VII una quinta (un’ottava sopra). Esistono altri armonici suonando in corrispondenza di altri tasti, ma sono meno usati e meno facili da ottenere. Consiglio di posizionare il dito in corrispondenza del tasto per un suono più netto e udibile. Nell’esempio che segue Satriani usa proprio questo tipo di armonici, al V, al XII e al VII tasto. Enjoy!

 

Ex.2 Up In The Sky (0:00 – 0:12)

 

Di grande effetto è sicuramente il two-hand tapping, con entrambe le mani che vanno ad eseguire degli hammer-on. Suono clean con un po’ di chorus, riverbero e un bel po’ di compressione per un risultato bello nitido e percussivo. L’estratto in questione è Midnight, dall’album Surfing with the Alien del 1987. Vi consiglio di ascoltare qualche versione live di questo pezzo, un Satriani particolarmente ispirato la renderà unica con dei rallentando veramente di gran gusto. Il mio consiglio è sempre quello di studiare molto lentamente e, per facilitarvi il compito, munirvi di un laccino per capelli da sistemare al primo tasto. Questo vi farà evitare fastidiose eventuali risonanze delle corde.

 

Ex.3 Midnight (0:00 -0:11)

 

Da Is There Love in Space un esempio tratto da If I Could Fly, un bel mid-tempo con un tema bellissimo che sfocia in una lunga improvvisazione dove il nostro guitar hero ci delizia con un gusto e una tecnica sopraffini. Ecco a voi una frase con un legato da eseguire tutto d’un fiato, yeah!

 

Ex. 4 If I Could Fly (1:20 – 1:30)

 

 

 

E quale miglior modo per concludere se non con un pezzo “da alieno”? Brano tratto dal disco omonimo del 1987, qui c’è di tutto e di più: whammy bar, legati pazzeschi, fraseggi pentatonici al fulmicotone e… pick-tapping trills! Si tratta di eseguire un tapping con il bordo del plettro al posto del dito creando un trillo super veloce!

 

Ex. 5 Surfing With The Alien (1:09 – 1:15)

 

Visto che si tratta di pezzi un po’ datati, vi consiglio anche un ascolto delle versioni live: il suono e una maturità d’esecuzione ottenuta nel tempo li renderanno ancora più unici.

Buon divertimento e appuntamento al prossimo articolo!

 

Edoardo Dei

 

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