Seleziona una pagina

CHITARRA PRO

 

Cari Guitar-Nauti,

Riccardo Bertuzzi è uno dei migliori e più richiesti session-man italiani, vanta collaborazioni coi più grandi nomi della nostra musica (fra i tanti: Ruggeri, Bertè, Arisa, Noemi), è endorser di brand di rilievo e ha grande esperienza sia coi palchi tradizionali che con quelli televisivi. È quindi l’insegnante perfetto per “Chitarra Pro”, il nostro nuovo corso (senza precedenti in Italia) dedicato a chi vuole fare della chitarra una professione, del quale oggi ci mostra un altro estratto. Buona lettura! – Claudio.

 


 

Chitarra Pro: leggere la musica

di Riccardo Bertuzzi

 

Nota di redazione: questo articolo è un estratto, estremamente condensato, di un’intera unit del corso “Chitarra Pro”. Nella unit i temi toccati nell’articolo vengono sviscerati in modo molto più esteso ed accurato.

Leggere la musica è qualcosa di estremamente importante, a livello professionale ma non solo. Immaginiamo ad esempio quella classica situazione in cui veniamo chiamati a sostituire un altro chitarrista in una band, e dobbiamo imparare venti brani in pochissimo tempo. Se non sappiamo prendere degli appunti su carta in modo efficace, il compito può risultare davvero arduo. Ma ipotizziamo di riuscire a fare un incredibile lavoro di ascolto e memorizzazione e di “portare a casa” la serata in modo accettabile. E ipotizziamo ancora che quella band ci richiami ancora dopo sei mesi: se non abbiamo preso i nostri appunti scritti, saremo costretti a rifare tutto sostanzialmente da capo, con un notevole spreco di tempo ed energie.
Questo è davvero solo un esempio di come e perché la capacità di scrivere e leggere è un vero e proprio salvavita per il musicista.
Andiamo dunque a vedere, in modo molto schematico, quale potrebbe essere un approccio per migliorare le nostre capacità in tal senso. Inutile specificare che lo studio basato sulla lettura è qualcosa di vasto che andrebbe svolto sulla base degli anni, ma mettendo i giusti passi in modo ordinato si possono ottenere dei buoni risultati anche nel periodo medio-breve.
Come sempre, la cosa importante è sezionare ed isolare le criticità, affrontandole una per volta e solo alla fine rimettendole insieme. Ecco nello specifico la scaletta che ti propongo:

  1. Altezza delle note: lavorare sulla sola conoscenza delle note sulla tastiera e corrispondenza sul pentagramma.
  2. Componente ritmica: lavorare sulla sola lettura dal punto di vista ritmico.
  3. Riunire altezza e ritmo

Vediamo ora i tre singoli punti, con degli esempi.

Altezza delle note
Qui l’idea è di escludere la componente ritmica e concentrarci soltanto su quella delle altezze, su “quali note”, indipendentemente dalla loro valenza ritmica. Un primo esercizio potrebbe essere quello di suonare le note naturali (non alterate) sulla sesta corda in ordine dal basso verso l’alto, e intanto dire i loro nomi a voce o a mente. Poi potremmo passare a fare lo stesso esercizio ma improvvisando, in ordine casuale. La stessa cosa andrà poi ripetuta su tutte le corde. Un ultimo esercizio, molto interessante, è quello di fare un lavoro analogo ma pescando una nota per ciascuna corda, come riportato nell’esempio sottostante.

Componente ritmica
Qui andiamo a fare il lavoro complementare a quello precedente, ovvero mettiamo da parte la componente melodica e ci concentriamo solo su quella ritmica. Possiamo eseguire esercizi di lettura suonando ad esempio delle note stoppate producendo un suono percussivo su una singola corda, come nell’esempio sottostante

Ripetiamo l’esercizio fino a quando non lo avremo consolidato in modo totale.

Riunire altezza e ritmo
L’ultimo stadio sarà quello in cui ricongiungiamo le due componenti. Riguardiamo un attimo il precedente esercizio ritmico 2.17 e poi guardiamo invece quest’altro esercizio

Non sarà difficile rendersi conto di come il primo rappresenti la sola componente ritmica del secondo, che invece ha anche una componente melodica. Se avremo metabolizzato e consolidato la parte ritmica, saremo in una posizione estremamente favorevole per aggiungere quella melodica ed avere il quadro completo.
Esercitati sulla parte aggiungendo ora la componente melodica, ferma restando quella ritmica su cui hai già lavorato.

Conclusioni
Quanto visto in questo breve articolo è indubbiamente semplificatorio, rispetto ad un percorso che può davvero richiedere molto tempo, ma i passi da mettere in fila sono comunque quelli presentati, e anche capire il meccanismo sulla base di un semplice esempio può davvero aprirci un mondo, spesso visto come un tabù, specie da noi chitarristi. Nel corso completo andremo a sviscerare queste tematiche in modo approfondito, oltre a toccare molti altri aspetti che ti porteranno a saperti gestire in modo molto più professionale nel tuo essere musicista. Ti aspetto!

 

chitarra pro

Scopri il corso completo!

 

 

TI E’ PIACIUTA QUESTA LEZIONE? CONDIVIDILA SUI SOCIAL NETWORK 

PER SUPPORTARMI E LASCIA UN COMMENTO QUI SOTTO!