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GUITAR HEROES

di Edoardo Dei

Cari Guitar-Nauti,

Chi sono i Guitar Heroes? Dagli anni ‘80 abbiamo iniziato a usare questa espressione per definire quei virtuosi delle sei corde con assoli ad alto contenuto di tecnica e velocità. Gente del calibro, per citare alcuni dei nomi più altisonanti, di Steve Vai, Yngwie Malmsteen o John Petrucci. In questa serie di articoli Edoardo Dei ci racconta la storia e la tecnica di questa corrente dello shredding (letteralmente “fare a brandelli le corde”) detestata da alcuni ma amatissima da tanti altri. Allacciamo le cinture! Buona lettura – Claudio.

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GUITAR HEROES – IL METAL NEOCLASSICO

di Edoardo Dei

 

 

Cari Guitar-Nauti, ciao e benvenuti nella mia nuova rubrica!

Vi porterò con me attraverso un viaggio nel mondo del metal neoclassico, quindi mi raccomando: distorsione a manetta, delay sempre acceso e riverbero come se piovesse. Iniziamo!

Quando si parla di Metal Neoclassico ci riferiamo ad un ramo del metal fortemente influenzato dalla musica classica. Il genere nasce intorno agli anni ottanta, quando alcuni chitarristi, alla ricerca di sonorità sempre diverse, trasportano sui loro strumenti melodie appartenenti a opere di alcuni tra i più grandi musicisti del passato o ispirandosi ad essi per le loro composizioni.

 

Il più grande esponente di questo genere è sicuramente il chitarrista svedese Yngwie Malmsteen che, pur considerando Jimi Hendrix come il motivo per cui ha imbracciato la chitarra, è chiaro come già in giovane età abbia ricercato una tecnica sopraffina (arpeggi e plettrata alternata al fulmicotone) unita ad elementi classici tipici del periodo barocco. Paganini, Bach e Vivaldi sono tra i più citati, ma trovano posto anche maestri del classicismo settecentesco come Mozart e Beethoven.

 

ricerca vivaldi

 

 

 

 

 

 

 

Se facciamo un passo indietro negli anni ’70 si può notare come alcune di queste caratteristiche sonore siano riscontrabili in Ritchie Blackmore, annoverato dallo stesso Malmsteen come una delle sue principali ispirazioni e dal quale ha “rubato” la celebre Fender coi tasti scalloped diventata suo marchio di fabbrica. Nel brano Burn l’interlude che segue il solo di chitarra è chiaramente d’ispirazione classica. Come sappiamo, nell’era post Deep Purple Blackmore si è dedicato a composizioni ispirate dalla musica medievale e rinascimentale, confermando la sua passione per la musica classica.

 

 

Abbiamo già detto che il capostipite del genere è senza dubbio Malmsteen, il cui playing funambolico e i cui muri di Marshall hanno aperto la strada a una serie di chitarristi che, pur avendo creato successivamente un’identità propria, devono pagare pegno all’asso svedese.

Per quanto mi riguarda non posso non citare Timo Tolkki (chitarrista, fondatore e leader degli Stratovarius), Jason Becker, Vinnie Moore, Micheal Angelo Batio e il virtuosissimo Micheal Romeo dei Symphony X.

 

Michael Angelo Batio

Micheal Romeo

 

 

 

 

 

 

 

Menzione speciale per Paul Gilbert che, pur essendosi spostato verso territori hard rock e AOR con i suoi Mr.Big, ha sempre trovato uno spazio, nei suoi dischi solisti e con i Racer X (band nata nei primi anni ’80 quando Gilbert frequentava il GIT), per delle citazioni di musica classica. Il famoso Gilberto Concerto tratto dal disco Flying Dog (1998) è una vera e propria trascrizione per 3 chitarre del primo movimento del Concerto in A per clavicembalo di Johann Christoph Friedrich Bach.

 

 

E a proposito di concerti, Malmsteen nel 1998 è riuscito a realizzare forse il primo concerto per chitarra e orchestra dal titolo Concerto Suite for Electric Guitar and Orchestra in E flat minor, Opus 1, con la Czech Philarmonic Orchestra diretta dal maestro Yoel Levi.

 

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Tante le influenze che possiamo evincere dall’ascolto di questo disco: da Paganini (soprattutto) a Vivaldi, da Bach a Beethoven.

Possiamo notare inoltre piccoli accostamenti di scale e fraseggi già presenti sui dischi precedenti di Malmsteen, come in Icarus Dream Fanfare che riprende il tema tratto da Icarus Dream Suite, oppure in Adagio (da 1:02 a 1:12) ripreso da Brothers (The Seventh Sign), Toccata dall’intermezzo di Motherless Child (Eclipse), oppure Sarabande dal refrain di Brothers (The Seventh Sign) o la ripresa dell’intro di Fire and Ice (dall’omonimo album) in “Finale”.

 

 

Vi lascio con un aneddoto tratto dall’autobiografia di Malmsteen dal titolo Implacabile (libro straconsigliato), che riguarda gli amplificatori Marshall, o meglio “il muro” degli amplificatori Marshall che si vedono già dai suoi primi concerti in Svezia in giovane età.

«Ricordo anche la prima volta che misi le mani su un vero amplificatore Marshall. Fu nel 1975 o 1976, credo. Quell’anno, Marshall comprese che la gente amava davvero il suono Marshall per via del modo in cui distorce. Ma per poterlo fare, bisognava alzare il volume al massimo, e diventava davvero molto rumoroso. Quindi Marshall progettò una cosa chiamata master volume, grazie a cui si poteva distorcere il suono già al livello del preamplificatore, in modo da non dover suonare troppo forte per ottenere il medesimo effetto. Ora, questo modello, che fece la sua comparsa nel 1974 o nel 1975, rese del tutto obsoleti gli altri amplificatori: non si usavano più, nemmeno per ancorare le barche. Nessuno li voleva. E indovinate un po’? Io ero in grado di recuperare uno di quelli del vecchio tipo per 25 o 50 dollari. Ne comprai una mezza dozzina, così quando gli altri ragazzi avevano un Marshall sul palco, io ne avevo sei o sette: già allora diventai famoso per essere esagerato. Quegli ampli sono ancora miei, più giusto qualcun altro, e li vedete allineati sul palco durante i miei concerti, cosa che ha originato la battuta ricorrente, sulla stampa, per cui esistono due creazioni dell’uomo visibili dallo spazio: la Muraglia Cinese e il Muro di Marshall di Yngwie Malmsteen». E questo è tutto.

 

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Ed ora ragazzi, mano alla chitarra e suoniamo! Ecco qui di seguito tre estratti significativi di tre icone della chitarra neoclassica:

 

Esempio n.1 (Ritchie Blackmore)

Esempio1 Blackmore

 

Esempio n.2 (Yngwie Malmsteen)

Esempio2 Malmsteen

 

Esempio n.3 (Timo Tolkki)

Esempio3 Timo Tolkki

 

Buon divertimento e alla prossima!

 

Edoardo Dei

 

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