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di Alessandro Lunedì

 

Cari Guitar-Nauti,

Da tantissimo tempo si parla di “chitarra moderna”, riferendosi sostanzialmente a quello stile post-Eddie Van Halen, nato ormai una quarantina di anni fa. La verità è che negli ultimi anni il linguaggio chitarristico, specie quello solista, ha avuto uno sviluppo stilistico notevole, grazie a nuovi interpreti che hanno introdotto elementi di novità davvero interessanti. Il giovane e talentuosissimo Alessandro Lunedì è uno di questi, e ce ne parla con delle pillole didattiche nella sua serie di articoli, denominata proprio “Modern Touch” (tocco moderno). Buona lettura! – Claudio.


 

 

MODERN TOUCH: LE TRIADI OPEN

 

 

Ciao a tutti cari Guitar-Nauti!

Benvenuti all’appuntamento di Modern Touch, la mia rubrica in esclusiva per voi su lezioni-chitarra.live.

Nella scorsa puntata vi ho fatto qualche esempio di fraseggio intervallare, oggi invece vi introduco un altro bellissimo argomento: le triadi open.

Innanzitutto, capiamo insieme che cosa sono: come suggerisce il termine stesso, sono delle triadi “aperte”, o per meglio dire late che si costruiscono in questo modo.

 

Se osservate attentamente l’immagine qui sopra, potrete notare che sono partito da una semplice triade di Do, che potete suonare come indicato. In realtà, in questo momento, non conta molto che suoniate ciò che c’è scritto ma che capiate il concetto e la teoria che c’è dietro.

Per ottenere la triade open basta prendere la seconda voce della triade allo stato fondamentale (dall’alto o dal basso non cambia perché sono 3 note) e portarla un’ottava giù. Si verrà a creare un voicing che prende il nome di DROP (appunto, “far cadere”).

In questo caso particolare la triade è in forma di DROP 2, proprio perché a “cadere” è proprio la seconda nota.

Potrete notare, dunque, la sonorità alquanto inaspettata di questa triade open.

 

COPERTINA MODERN TOUCH

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Per noi chitarristi le cose, come al solito, si complicano un po’: questo perché essendo la chitarra uno strumento caratterizzato da ottave e unisoni, possiamo suonare la stessa triade open in… 8 modi diversi!

 

Nell’immagine sopra potete vedere le 8 combinazioni possibili per la stessa triade, stesse note su corde diverse. I numeri sopra indicano le combinazioni di corde possibili che sono: 1-2-4, 1-3-4, 1-3-5, 2-3-5, 2-4-5, 2-4-6, 3-4-6, 3-5-6.

Ovviamente tutto questo si può fare con ogni rivolto della triade e, in più, esaurite le combinazioni dei DROP 2, ci sono anche quelle dei DROP 3 e DROP 2,3 (che approfondiremo prossimamente).

Al solito, vi lascio a questo link uno spunto creativo da cui potete partire per sviluppare il vostro fraseggio utilizzando le triadi open.

(In crome)

In realtà nel video lo eseguo in semi-crome, così come scritto qui sotto, ma ho preferito inserirlo nell’articolo anche in crome per facilitarne la lettura.

(In semicrome)

Questo lick si sviluppa su un tappeto armonico di Re dorico, infatti potete notare che la sigla è Dm13 (in pratica, un accordo esteso, formato dalle note ReFaLaDoMiSolSi, ovvero 1b35b791113).

L’idea di base è molto semplice, infatti suono semplicemente, una dopo l’altra in questo ordine, le triadi di Em, Dm, G, F, Dm, C, chiudendo sulla nota Do, b7 di Dm.

Pur suonando “semplici” triadi l’effetto è, a mio parere, davvero interessante. Prestate, inoltre, particolare attenzione alla tecnica: proprio perché ogni nota (o quasi) viene suonata su una corda diversa, ho deciso di usare la tecnica che prende il nome di hybrid picking (o chicken picking). Infatti, ogni volta che troverete “a” su una nota, dovrete suonarla pizzicandola con l’anulare mentre quando troverete “m”, dovrete pizzicarla con il medio. Per il resto, tutte le plettrate sono in giù.

Un po’ macchinoso se non l’avete mai fatto ma, come potete sentire dal mio video, l’effetto che si ottiene è tanto gradevole quanto inatteso.

Vi ricordo, inoltre, che sia i DROP che l’hybrid picking sono argomenti di cui discuto ampiamente nel mio corso Modern Touch, che troverete visitando questo link.

 

Buono studio!

 

COME STUDIARE

Nel caso vi foste persi il primo articolo in cui parlavo anche di come studiare, vi lascio qui alcuni spunti per migliorare le vostre sessioni di studio. È ora di rimboccarsi le maniche e studiare per bene!

Per prima cosa munitevi di metronomo, spegnete il telefono e buttate via tutti i social e compagnia bella (e non vi dico dove ma ci siamo capiti!).

Partite da 30 bpm (o, se serve anche 20) ed eseguite l’esercizio dall’inizio alla fine e, cosa fondamentale, ogni volta che sbagliate, partite da capo senza indugio.

Se necessario potete anche spezzettarlo in più parti e poi ri-assemblarlo tutto pian piano.

Ogni volta che l’esercizio riesce perfetto (e non si bara!) aumentate di 5 bpm e procedete in questo modo fino alla vostra velocità limite. Ogni giorno che lo fate ripartite sempre da 30 bpm e ripetete lo stesso rituale con pazienza e dedizione perché questa è l’unica strada per migliorare la tecnica, nessuna formula magica! Vedrete che pian piano la vostra velocità limite aumenterà senza che ve ne rendiate conto.

L’esercizio non riesce come vorreste? Vi state innervosendo? Bene, pausa zen di 15 minuti e poi si riparte, e non abbiate fretta perché ci vorrà del tempo. INSISTETE!

Detto ciò, buon divertimento!

 

 

Alessandro Lunedì