MODERN TOUCH
di Alessandro Lunedì
Cari Guitar-Nauti,
Da tantissimo tempo si parla di “chitarra moderna”, riferendosi sostanzialmente a quello stile post-Eddie Van Halen, nato ormai una quarantina di anni fa. La verità è che negli ultimi anni il linguaggio chitarristico, specie quello solista, ha avuto uno sviluppo stilistico notevole, grazie a nuovi interpreti che hanno introdotto elementi di novità davvero interessanti. Il giovane e talentuosissimo Alessandro Lunedì è uno di questi, e ce ne parla con delle pillole didattiche nella sua serie di articoli, denominata proprio “Modern Touch” (tocco moderno). Buona lettura! – Claudio.
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VOICE LEADING E CHORD MELODY
Ciao a tutti cari Guitar-Nauti!
Benvenuti al quarto appuntamento di Modern Touch, la mia rubrica in esclusiva per voi su lezioni-chitarra.live.
Nella scorsa puntata abbiamo parlato di tapping a otto dita, oggi invece parleremo di voice leading e chord melody, uno dei tanti argomenti che troverete nel mio nuovo corso che prende il nome da questa rubrica, appunto Modern Touch, uscito lo scorso lunedì!
In realtà, la tecnica di cui sopra può essere considerata piuttosto avanzata e richiede davvero molta pratica prima di riuscire ad ottenerne il pieno controllo. È molto usata nell’ambito del chitarrismo jazz, basta pensare a chitarristi come Wes Montgomery, Joe Pass, Martin Taylor e tanti altri. Tuttavia, ci sono delle applicazioni anche molto moderne che potete trovare in praticamente tutti gli album di Allan Holdsworth, così come nel playing del più giovane Andre Nieri.
In particolar modo, oggi vi spiegherò una tecnica specifica che mi ha molto aiutato a sviluppare il chord melody, anche in modo piuttosto veloce: sto parlando dei DROP!
Negli anni ho notato esserci molta confusione su argomento, specialmente tra i chitarristi, per cui oggi vedremo di fare un po’ di chiarezza al riguardo.
Innanzitutto, il drop è una tecnica che non riguarda solo la chitarra, ma più in generale anche altri strumenti come il pianoforte o, ancora più in senso lato, l’arrangiamento. Quindi potremmo dire che è una tecnica di distribuzione e organizzazione delle varie voci in una successione di accordi.
Consiste semplicemente nel prendere una delle voci dell’accordo che vogliamo suonare e spostarle un’ottava giù. Infatti, i drop prendono vari nomi a seconda della voce che si decide appunto di far “cadere” (drop in inglese vuol dire proprio quello, “far cadere”) o meglio scendere. Per cui avremo DROP 2 se si fa scendere di un’ottava la seconda voce dall’alto, DROP 3 se si fa scendere la terza, DROP 2 e 4 se si fanno scendere la seconda e la quarta (sempre dall’alto verso il basso) e così via.
Oggi vedremo in particolar modo i DROP 2 degli accordi di settima maggiore, di dominante e minori settima.
Partiamo da un semplice Cmaj7, a quattro voci, formato quindi dalle note Do-Mi-Sol-Si. Ora prendiamo, come si diceva prima, la seconda voce dall’alto ovvero il Sol e la trasportiamo un’ottava sotto. Otterremo, quindi, Sol-Do-Mi-Si.
Vi consiglio, se ne avete la possibilità, di suonare questi accordi al pianoforte perché, a mio parere, avrete una visione armonica d’insieme e di conduzione delle parti migliore che sulla chitarra.
Quindi, come vedete, di base il ragionamento è molto semplice, applicarlo purtroppo un po’ meno.
Continuiamo ora con i vari rivolti degli accordi ovvero il primo rivolto Mi-Sol-Si-Do, il secondo Sol-Si-Do-Mi ed il terzo Si-Do-Mi-Sol.
Procedendo in ordine avremo (sempre portando giù la seconda voce dall’alto):

Ovviamente, lo stesso ragionamento si potrà fare con gli accordi di dominante e minori settima per cui avremo
DOMINANTI

MINORI SETTIMA

Sulla chitarra, di conseguenza, avremo le seguenti soluzioni, suonando sempre il set di corde centrale, ovvero le corde La, Re, Sol e Si:

Ora, considerando sempre il Cmaj7 con tutti i suoi quattro DROP 2, abbiamo la possibilità di armonizzare il canto (ovvero la nota più alta) con le quattro note che ogni volta vi si trovano: dunque, possiamo armonizzare una melodia che ha come accordo Cmaj7 e che, magari, al canto ha le note do, mi, sol, si.
Al che, probabilmente vi chiederete: come armonizzare le restanti tre note della scala maggiore, ovvero Re, Fa e La?
Semplice, basta sostituire le note al canto nel modo che vi mostrerò qui sotto:
- Primo rivolto Mi-Sol-Si-Do → con DROP 2 → Si-Mi-Sol-Do → sostituisco il Do con il Re e ottengo Si-Mi-Sol-Re;
- secondo rivolto Sol-Si-Do-Mi → con DROP 2 → Do-Sol-Si-Mi → sostituisco il Mi con il Fa e ottengo D- sol-Si- Fa;
- terzo rivolto Si-Do-Mi-Sol → con DROP 2 → Mi-Si-Do-Sol → sostituisco il Sol con il La ed ottengo Mi-Si-Do-La;

Un discorso, come vedete, che potrebbe risultare abbastanza ostico ma che nasconde al suo interno una grande varietà di soluzioni davvero molto interessanti.
Chiaramente, posso lavorare allo stesso modo anche con i DROP degli accordi di dominante e con i minori settima, sempre rispettando la melodia o, per meglio dire, la scala di riferimento della quadriade e la linea del canto.
Il discorso, inoltre, non si conclude di certo qui: è possibile, infatti, armonizzare le restanti tre note che non fanno parte della quadriade che in quel momento stiamo suonando con altri diversi approcci come quello cromatico, diatonico, con gli accordi diminuiti di passaggio e tanto altro ancora. Suppongo che sarebbe un po’ dispersivo o addirittura pedante continuare il discorso in questa sede, per cui, se vi va, vi consiglio di andare ad approfondire questo argomento guardando la 6a Unit del mio corso, che affronta in modo più approfondito questo argomento!
COME STUDIARE
Bene ragazzi, è ora di rimboccarsi le maniche e studiare per bene!
Per prima cosa munitevi di metronomo, spegnete il telefono e buttate via tutti i social e compagnia bella (e non vi dico dove ma ci siamo capiti!).
Partite da 30 bpm (o, se serve anche 20) ed eseguite l’esercizio dall’inizio alla fine e, cosa fondamentale, ogni volta che sbagliate, partite da capo senza indugio!
Se necessario potete anche spezzettarlo in più parti e poi ri-assemblarlo tutto pian piano.
Ogni volta che l’esercizio riesce perfetto (e non si bara!) aumentate di 5 bpm e procedete in questo modo fino alla vostra velocità limite. Ogni giorno che lo fate ripartite sempre da 30 bpm e ripete lo stesso rituale con pazienza e dedizione perché questa è l’unica strada per migliorare la tecnica, nessuna formula magica! Vedrete che pian piano la vostra velocità limite aumenterà senza che ve ne rendiate conto.
L’esercizio non riesce come vorreste? Vi state innervosendo? Bene, pausa zen di 15 minuti e poi si riparte, e non abbiate fretta perché ci vorrà del tempo. INSISTETE!
Detto ciò, buon divertimento!
Alessandro Lunedì
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