STRANGER TEACHING
di Stefano Rossi
Cari Guitar-Nauti,
Torna la rubrica “STRANGER TEACHING“!
È come sempre un grande piacere per me dare spazio a Stefano Rossi, qui sulle colonne di lezioni-chitarra.live. Stefano è un esperto chitarrista e insegnante, e attraverso questa rubrica ci parla di didattica, di chitarra, di musica in generale ma anche di rapporti umani nell’ambito della formazione. Ma perché “Stranger Teaching”? Perché, a differenza degli articoli dal tenore giornalistico che abbiamo pubblicato finora, lo sguardo di Stefano è molto più ironico, libero nell’espressione, a tratti dissacrante. E alcuni dei temi trattati sono così seri e eternamente irrisolti che l’unico modo per trattarli è, in definitiva, con l’ironia 😉 Buona lettura! – Claudio.
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TEORIA IN ORDINE #17 – ACCORDATURE PARTICOLARI
Avete presente quelle cose che date per scontate, a cui non fate mai caso ma in automatico il vostro cervello riesce a elaborare? Per esempio, quando ordinate una zuppa al ristorante, sapete che vi verrà portato anche un cucchiaio. Oppure quando ordinate una pizza, vi aspettate che questa arrivi fumante sul vostro piatto.
Allo stesso modo i chitarristi pensano che la chitarra vada accordata in un modo ben preciso: Mi La Re Sol Si Mi, dalla corda più grossa alla corda più fina.
Ma questa è una legge? Non si può decidere di cambiare questa regola per suonare in modo diverso, magari più comodo?
CERTO CHE SI PUÒ!
Ma non aspettatevi di certo la comodità: l’accordatura della chitarra standard come la conosciamo oggi è il risultato di moltissimi anni di esperimenti che hanno portato alla loro conclusione l’ottenimento della serie di note sulle corde a vuoto che tutti noi conosciamo.
La chitarra con accordatura standard segue una regola ben precisa: a partire dalla sesta corda, tutte le altre corde sono accordate una quarta giusta sopra rispetto alla precedente, tranne tra la terza e la seconda corda, in cui vi è una terza maggiore di distanza.

Se questa è la vostra testa dopo aver letto la frase precedente, significa che NON AVETE LETTO il MIO ARTICOLO sugli intervalli! Ed è giunto il momento di rimediare cliccando qui!
Questo metodo è stato deciso per un paio di ragioni: la prima è che in questo modo semplifichiamo la creazione di accordi diteggiabili in prima posizione. La seconda è che si evita la formazione di una fortissima dissonanza sulle corde a vuoto: se procedessimo infatti unicamente per quarte giuste, la seconda corda diventerebbe un Do mentre la prima diventerebbe un Fa e sappiamo bene cosa succede quando suoniamo Mi e Fa contemporaneamente…

Una fata muore. E per farla risorgere bisogna suonare una pentatonica.
La dissonanza che si creerebbe sarebbe molto, molto fastidiosa.
Questa standardizzazione comunque non esclude la possibilità di escogitare dei sistemi di accordatura differenti proprio per semplificare alcuni passaggi o alcuni concetti che, chitarristicamente parlando, ci risultano scomodi.
IL PRIMO ESPERIMENTO: IL DROP D
Se siete nuovi a questo genere di esperienze, fate una prova molto veloce: accordate la sesta corda in Re. Ora otterrete la possibilità di suonare un power chord semplicemente utilizzando un mini-barré tra la sesta e la quinta corda (se vogliamo proprio fare gli aggressivi, potete includerci anche la quarta senza problemi). Allo stesso modo, questa combinazione rende le ultime tre corde della chitarra arpeggiabili, proprio per la creazione di un intervallo di quinta giusta tra il Re al basso e il La. Già con questo rapido trucco potete divertirvi a comporre dei semplici riff rock o dei semplici arpeggi utilizzando semplicemente le ultime tre corde della chitarra.
Moltissime canzoni sono state scritte sfruttando questa accordatura così semplice: la prima che mi viene in mente è Killing in the name dei Rage against the Machine, ma ci sono anche diversi brani di musica classica che in questo preciso istante, da metallaro ignorante quale sono, non mi sovvengono.
Se vogliamo fare un piccolo passo in più… provate ad accordare anche la prima corda in Re, in modo che suoni come la sesta e la quarta. E ora provate a eseguire un Re maggiore senza il dito medio plettrando su tutte le corde… bello eh?
LE ACCORDATURE APERTE
Viaggiando ancora oltre, esistono le cosiddette accordature aperte, ossia delle modalità di intonazione della chitarra che possono dar vita a veri e propri accordi completi semplicemente suonando tutte le corde una dopo l’altra.
Volete qualche esempio?
Accordatura di do maggiore: CGCGCE
Accordatura di re maggiore: DADF♯AD
Accordatura di re minore: DADFAD
Accordatura di mi maggiore: EBEG♯BE
Accordatura di sol maggiore: DGDGBD
Attenzione: a volte le accordature prevedono che le corde vengano tese più del dovuto. Normalmente le corde per chitarra sono disposte ad accettare una tensione superiore di un tono o di un tono e mezzo (è per questo che riusciamo a fare i bending senza romperle ogni volta). Però se esagerate con il “tiraggio”, potreste incorrere in una rottura. Io vi ho avvertito.
Come potete vedere, c’è solo da sbizzarrirsi!
È giunto quindi il momento di prendere in mano la vostra chitarra classica da battaglia, quella che ormai sta prendendo la polvere da qualche anno e senza alcun rimorso provare tutte le soluzioni più strane che vi vengono in mente, alla ricerca della vostra accordatura preferita!

Un’impresa talmente lunga che al confronto la ricerca del Graal è come unire i puntini numerati sulla Settimana Enigmistica.
Stefano Rossi
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